Posto fisso, ciaone: come sta cambiando il lavoro in Italia secondo Shakers
Dal “salto di ninfea” ai team costruiti ispirandosi ai set cinematografici oltreoceano, la piattaforma e community digitale che connette aziende e talenti freelancer fotografa i mutamenti nel mondo del lavoro in Italia ed Europa secondo tre direttrici: evoluzione delle carriere, riorganizzazione aziendale e impatto dell'Intelligenza Artificiale.
Altro che posto fisso alla Checco Zalone: al giorno d’oggi stabilità e crescita verticale non sono più la prima opzione. Lo conferma la grande crescita dei freelance con più di mezzo milione di partite IVA aperte in Italia solo nel 2025. Il fenomeno si unisce all’altrettanto significativa crescita di job hopping, da una parte, e quiet quitting dall’altra, non soltanto come reazioni alle diverse necessità del mercato del lavoro, ma anche come scelte strategiche. E’ questo il ragionamento di partenza che ha portato Shakers, piattaforma e community digitale di origine spagnola che connette aziende e talenti freelancer, a rafforzare il proprio posizionamento anche nel nostro Paese.

Secondo i dati in suo possesso, anche l’Italia sarebbe investita dall’ingresso di due nuovi modelli di lavoro: il primo si chiama “Lily Padding” e la sua immagine simbolo è una rana che passa da una ninfea all’altra, ad indicare la tendenza di cambiare frequentemente lavoro per accumulare esperienze e nuove competenze.
Il secondo modello si chiama “Hollywood” e indica l’organizzazione aziendale struttura su team temporanei, messi su ad hoc come succede nei set cinematografici, allo scopo di gestire progetti specifici.
Nell’uno e nell’altro caso, il cambio di paradigma è netto: secondo Shakers le carriere starebbero diventando sempre meno lineari ma più continuative con analoga trasformazione dei ruoli da logiche verticali a orizzontali e una collaborazione basata su competenze e progetti, anziché su posizioni fisse.
La prova provata sarebbero i numeri raccolti da Shakers in Italia ed Europa. Nel nostro Paese i lavoratori indipendenti avrebbero infatti raggiunto quota 5,17 milioni, con una crescita annua del 2,8% e un’incidenza del 23,1% sul totale degli occupati. Il dato ci colloca come terzo Paese in classifica, dopo Grecia e Bulgaria come numero di lavoratori autonomi, e ben al di sopra della media UE del 14,3%.
A trainare questa trasformazione sarebbero i profili digitali, dagli sviluppatori di software, i data analyst, gli esperti di cloud e AI fino ai social media manager. In tutti questi casi, la domanda di competenze specialistiche supera l’offerta di assunzioni tradizionali, rendendo il modello freelance non più un ripiego ma una traiettoria professionale consapevole e sempre più remunerativa.

Proprio Shakers applica i due nuovi modelli, agevolando i freelance della community a incontrare più realtà e progetti di valore e le aziende a costruire in breve tempo team fluidi ad hoc.
Lo ha sottolineato Nico De Luis, Co-Founder & COO di Shakers, con queste parole: «Le nostre previsioni mostrano che il lavoro sta cambiando rapidamente: le carriere diventeranno più fluide e transizionali, con professionisti che collaboreranno con diverse aziende grazie al lavoro da remoto e ai mercati sempre più connessi. Le aziende si organizzeranno sempre più per competenze, superando strutture rigide, e l’AI avrà un ruolo centrale nel rendere il matching tra domanda e offerta più efficiente e scalabile. Il nostro obiettivo resta chiaro: supportare i freelance nella costruzione di carriere orizzontali e continuative, aiutare le aziende a formare team flessibili su misura e sfruttare tecnologie proprietarie per rendere il processo più preciso, quasi come un casting director del lavoro contemporaneo».
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