Al lavoro con i mezzi pubblici? Per gli italiani non è l’opzione preferita
Secondo l'ultima ricerca di SD Worx solo il 15% degli italiani usa i mezzi pubblici per il tragitto casa-lavoro, nonostante tempi e distanze siano tra i più bassi in Europa. Il vero freno è la fiducia
Il 17 aprile debutta la Giornata Internazionale del Trasporto Pubblico, una ricorrenza che pare riguardare marginalmente gli italiani, dal momento che per gli spostamenti casa-lavoro scelgono l’auto nella stragrande maggioranza. Lo sostiene la ricerca “HR & Payroll Pulse”, condotta da SD Worx, principale fornitore europeo di soluzioni HR & Payroll, su un campione di 16.500 lavoratori in 16 Paesi europei.

Venendo più nello specifico al nostro Paese, l’indagine sottolinea la presenza di un 75% di dipendenti italiani che ha dichiarato di raggiungere abitualmente il posto di lavoro con il mezzo privato, superando di gran lunga la media europea pari al 59%. La quota di chi utilizza il trasporto pubblico, per converso, è ferma al 15% contro la media Ue del 20%.
Il dato rilevato da SD Worx sarebbe in linea con la fotografia contenuta nel Ventiduesimo Rapporto sulla Mobilità degli Italiani curato da Audimob-ISFORT nel 2025, raffigurante un Paese ancora fortemente “auto-centrico”. Per i connazionali, gli spostamenti avvengono in buona parte ancora con il mezzo proprio in ogni ambito della loro vita, dal lavoro al tempo libero, passando per la gestione degli impegni di famiglia.
In linea con la ricerca sopra citata, l’HR & Payroll Pulse conferma poi che le distanze e i tempi di commuting (tragitto casa-lavoro) in Italia sono tra i più bassi in Europa. Per andare e tornare dal lavoro, gli italiani impiegano infatti in media poco più di mezz’ora (35,2 minuti), meno della media europea.
Tra gli altri dati, spicca infine come oltre due terzi dei lavoratori (67%) percorrano meno di 50 chilometri al giorno tra andata e ritorno, un po’ di più della media Ue pari al 65%.
Visti i dati, sorge pertanto spontanea la domanda: perché l’auto resta la scelta principale? Secondo la ricerca di SD Worx, il problema non sembra essere infrastrutturale, bensì culturale e percettivo. Detto diversamente: gli italiani, più di altri europei, non si fidano del trasporto pubblico.
La ricerca della società specializzata in HR e Payroll dà per scarsa la presenza di “fan” dei mezzi pubblici tra gli italiani: solo 29,5% li ritiene convenienti, affidabili e facilmente accessibili (contro il 35,6% europeo), mentre il 46% li boccia radicalmente. In più, appena un lavoratore su tre (33%) sente di avere sufficienti opzioni per spostarsi nel tragitto casa-lavoro, contro la media Ue del 53,3%.
Come avvicinarsi, anche solo un po’ di più, verso la transizione ecologica, in un scenario come questo?
Secondo SD Worx, i dati suggerirebbero di coinvolgere in questo cambiamento anche le politiche di welfare aziendale: smart working, orari flessibili, benefit per la mobilità sostenibile, incentivi all’uso di mezzi pubblici, biciclette ed e-bike potrebbero davvero fare la differenza.

Nel merito, ha detto Chiara Valdata, People Manager di SD Worx Italy: «Comprendere le dinamiche della mobilità casa-lavoro aiuta a leggere meglio come lavoro, organizzazione del tempo e spostamenti si influenzino reciprocamente, pur senza ridurre il tema a una singola variabile. – dichiara– E i dati a nostra disposizione mostrano che le modalità di spostamento per recarsi a lavoro riflettono un equilibrio complesso tra abitudini, percezioni ed esigenze quotidiane. In Italia, il tempo e le distanze medie di percorrenza sono relativamente contenuti, un elemento che evidenzia un interessante potenziale per l’evoluzione delle scelte di mobilità, soprattutto nelle aree urbane e periurbane».
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