Level Up, si vola: nasce la rubrica sul gioco, grande trainer delle nostre competenze

Debutta come contributor di People are People la project leader di Fabbrica di Lampadine, Lisa Coronini. Appassionata di giochi da tavolo, nella sua rubrica spiega come mai la nostra naturale propensione ludica allena competenze strategiche nel contesto lavorativo. Si parte con Sky Team, da giocare a due a due

di Lisa Coronini*

Sapevate che il gioco da tavolo più antico mai ritrovato risale a oltre cinquemila anni fa? Si chiama Gioco reale di Ur ed è stato scoperto in una tomba reale della Mesopotamia. Giocare, insomma, non è l’ultima moda della Gen Z: è un’abitudine antica quanto la scrittura.
Ma a cosa serve davvero giocare oggi?

Per me, prima di tutto, è un modo per staccare la testa. Non gioco con l’obiettivo di imparare qualcosa, ma per liberare la mente, pensare ad altro, affrontare piccoli problemi che mi permettono di evadere da quelli più grandi della quotidianità.

Ma proprio mentre gioco, complice la mia deformazione professionale, mi capita sempre più spesso di pensare: “Questo funzionerebbe benissimo in aula!”
Così è nata Level Up, la rubrica in cui provo giochi da tavolo, di ruolo e videogiochi e li racconto dal punto di vista di chi si occupa di formazione. Perché, anche se non ve ne accorgete mentre vi divertite, il gioco allena competenze fondamentali come comunicazione, collaborazione, problem solving e decision making. Il bello? Arriva tutto quasi come effetto collaterale. E ora, decolliamo con il primo gioco.

Ready for take-off, la fiducia con Sky Teamfacilità di gioco: 4/5; durata partita: 20 minuti.
Inizio con un titolo recente ma ancora poco conosciuto: Sky Team, vincitore dello Spiel des Jahres 2024, il più importante riconoscimento internazionale per i giochi da tavolo. Il titolo, lo ammetto, non è dei più accattivanti. Ma incuriosita dalle recensioni, l’ho acquistato, testato e ne sono rimasta davvero sorpresa.

Sky Team è un gioco cooperativo per due giocatori, in cui si impersonano pilota e copilota di un aereo di linea. L’obiettivo è uno solo: atterrare in sicurezza. Facile a dirsi, molto meno a farsi. La meccanica alla base del gioco è il piazzamento dadi. A ogni round, i giocatori discutono la strategia senza poter rivelare i valori dei dadi, che restano nascosti.

A turno, senza parlare, posizionano i dadi sui vari comandi: controllo della velocità, bilanciamento dell’aereo, gestione dei flap (freni), comunicazione con la torre di controllo per evitare il traffico aereo. La difficoltà (e la tensione al tavolo) aumentano progressivamente a seconda degli scenari selezionati.

Dopo una partita, anche se realisticamente ne vorrete fare almeno altre cinque, emerge chiaramente che, di fronte a un obiettivo chiaro e condiviso, senza una solida collaborazione tra pilota e copilota l’aereo non atterra. La comunicazione è limitata e questo costringe a osservare l’altro, interpretare segnali e fidarsi senza poter verificare tutto.

Turno dopo turno, si allena la fiducia: una competenza fondamentale nei contesti in cui le informazioni sono parziali e il risultato dipende, più che dalle singole azioni, dalla qualità della collaborazione.
Consiglio Sky Team sia tra colleghi che in famiglia. L’unico limite? I giocatori: massimo due. Peccato, perché considerato il titolo, meriterebbe proprio di essere giocato in team.

Al prossimo gioco e al prossimo Level Up!

*Chi sono
Project Leader di Fabbrica di Lampadine, mi occupo di progettazione e sviluppo di percorsi di formazione manageriale. Sperimentatrice seriale di giochi da tavolo nella vita, osservo con curiosità cosa accade quando il gioco allena competenze professionali. Con sorpresa ho scoperto che i due mondi hanno molto in comune. Così ho deciso di raccontarvelo.

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