Il presente (incerto) del lavoro in una ricerca presentata da AIDP Lombardia
Realizzata da Universitas Mercatorum, l’Università telematica delle Camere di Commercio Italiane e ALTO, la ricerca ha analizzato le risposte fornite da un campione di oltre 17 mila studenti e lavoratori, che giudicano le opportunità lavorative più instabili e precarie rispetto al passato, anche se è in aumento la resilienza generale.
Non più eccezione, ma condizione strutturale: è la fotografia sul lavoro ai nostri giorni, contenuta nella ricerca “Il futuro lavorativo in Italia e in Lombardia: paure, incertezze e prospettive”, realizzata da Universitas Mercatorum, l’Università telematica delle Camere di Commercio Italiane e ALTO, società di consulenza che disegna percorsi di trasformazione culturale e sviluppo delle persone in co-design con le aziende.

Presentata durante un evento organizzato nei giorni scorsi a Milano da AIDP Lombardia, l’indagine ha messo in evidenza la presenza di quasi un 70% del campione analizzato, pari in totale a 17.800 studenti e lavoratori italiani, che giudica le opportunità di impiego di oggi più instabili e precarie rispetto al passato.
Questo tipo di incertezza inciderebbe in maniera significativa sul benessere di circa due terzi del campione. Al contempo, la ricerca parla di una crescita di sentimenti negativi come ansia, paura della competizione e timore di fallire.
Per fortuna, a fronte all’apparente vulnerabilità, sarebbe aumentata la quota degli italiani resilienti: sette su dieci sentono di avere maturità emotiva e capacità di gestire stress e conflitti, circa otto su dieci hanno chiaro come realizzare i propri progetti professionali, mentre il 92% sarebbe disposto a sviluppare nuove competenze per aumentare la sicurezza lavorativa. In più, per fronteggiare la crescita dell’incertezza, oltre la metà del campione analizzato chiede alle aziende un supporto psicologico o di coaching professionale, accanto al gruppo di otto persone sue dieci che si fanno avanti per avere strumenti di benessere finanziario.
Sui risultati della ricerca, Elena Panzera, Presidente di AIDP Lombardia, ha detto: «È fondamentale costruire contesti di lavoro capaci di sostenere non solo la performance, ma anche la salute psicologica e l’identità professionale delle persone. La vera sfida non è eliminare l’incertezza, ma dotare le persone degli strumenti psicologici, relazionali e organizzativi per attraversarla con consapevolezza, competenza e fiducia: le sfide su cui confrontarsi con tutti gli stakeholder che hanno partecipato all’evento di oggi».
L’indagine contiene anche un focus più specifico sulla Lombardia, regione nella quale la percezione di incertezza lavorativa sarebbe ancora più marcata. Nel dettaglio, la difficoltà a a muoversi in questo contesto ballerino riguarderebbe il 45,1% dei lombardi, contro il 40,2% nazionale. Il 45% teme poi di sbagliare le scelte lavorative (contro il 38,3% nazionale), mentre studenti e lavoratori lombardi sarebbero meno preoccupati del tempo che scorre (53%) rispetto al resto d’Italia (59%). Il rischio dell’errore sarebbe avvertito più intensamente, mentre più attenuato sarebbe il disagio per il ritmo di avanzamento nel mondo del lavoro.
Su questo aspetto Elena Panzera ha aggiunto: «La fotografia che emerge conferma lo scenario nazionale di incertezza diffusa, ma i lavoratori lombardi si dimostrano ancora più esposti all’incertezza e agli effetti della competizione, con maggiore orientamento sui progetti professionali e maggiore capacità di gestione delle sfide. Risultati che dimostrano come, anche in contesti ad alta intensità produttiva e competitiva, sia possibile sviluppare forme di resilienza e adattamento funzionali alla crescita professionale».
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