AI in azienda: sì al dialogo tra IT e people strategy per guidare il cambiamento

Debutta in OPEN SPACE Anna Illiano, professionista specializzata in strategie di capitale umano dall'esperienza trentennale, con un articolo dedicato al legame strategico tra innovazione e sviluppo del mindset migliore per governare il cambiamento

di Anna Illiano*

Quando un’azienda decide di adottare l’intelligenza artificiale (AI), non sta solo acquistando software avanzati: sta intraprendendo una trasformazione profonda, capace di ridefinire processi, prodotti, servizi e decisioni strategiche. Tuttavia, introdurre l’AI non è un semplice progetto IT. È una sfida organizzativa e culturale, in cui IT e people strategy devono lavorare insieme per generare valore concreto e sostenibile.

Dall’implementazione alla governance
Tradizionalmente, l’IT è stato un supporto operativo: gestire infrastrutture, sicurezza e dati. Con l’AI, questo ruolo deve evolvere e diventare protagonista dell’innovazione, integrata al people strategy e al business.
Esempio pratico: l’implementazione di modelli predittivi per la manutenzione degli impianti non può limitarsi ai dati tecnici. Serve comprendere quali competenze sviluppare nei team di manutenzione, trasformando l’AI in leva per far crescere le persone e creare una cultura data-driven all’interno del sito.

Un IT tecnico puro, concentrato solo sugli aspetti tecnologici, spesso non ha la sensibilità né la comprensione del business necessarie. I requisiti aziendali possono risultare incomprensibili, e le soluzioni prodotte rischiano di non generare valore reale o di non essere utilizzabili.

Le aree chiave di attenzione includono:
– dati come asset strategico: l’IT deve garantire dati coerenti, affidabili e integrati, fondamentali per modelli AI efficaci;
– integrazione nei processi e nella people strategy: l’AI funziona solo se collegata a processi aziendali e gestione delle persone, favorendo automazione intelligente e sviluppo dei talenti;
– governance e etica: policy trasparenti, controlli e framework etici assicurano che i modelli siano affidabili e rispettino normative e valori aziendali.

L’AI senza governance, connessione alla people strategy e comprensione del business è come un’auto sportiva senza freni: potente, ma rischiosa.

Nuove competenze e mindset per i professionisti IT
Le competenze tecniche tradizionali non bastano più. Ciò che fa davvero la differenza è il mindset: la capacità di comprendere l’AI, integrarla nella strategia aziendale e usarla come leva di crescita per le persone e i processi.

I team IT devono sviluppare:

data e AI literacy: comprendere il funzionamento dei modelli e il loro impatto sulle decisioni aziendali;

comprensione del business e collaborazione cross-funzionale: dialogare con business, HR e leadership per trasformare esigenze strategiche in soluzioni operative efficaci;

– adattabilità e innovazione rapida: prototipare, testare e implementare modelli in modo agile;

gestione del rischio e etica: anticipare bias, errori e vulnerabilità dei modelli, garantendo affidabilità e conformità.

Senza i requisiti sopra descritti, e quindi senza comprensione del business e mindset strategico, l’AI rischia di rimanere tecnologia non sfruttata.

L’AI come leva della people strategy
L’AI non è però solo tecnologia: è uno strumento di trasformazione organizzativa, strettamente connesso alla people strategy.

L’integrazione tra AI e people strategy permette di:

– sviluppare i talenti: automatizzare attività ripetitive e liberare tempo per decisioni ad alto valore;
coinvolgere e responsabilizzare le persone: fornire insight e strumenti per migliorare autonomia e consapevolezza;
– promuovere una cultura data-driven: decisioni basate su dati, non solo su abitudini o gerarchie.

Quando l’AI diventa parte della people strategy, le persone diventano protagoniste della trasformazione digitale.

Cambiare il mindset organizzativo
Adottare l’AI richiede un vero cambiamento culturale, quindi occorre:

passare da progetto a strategia continua: l’AI è un investimento permanente, non un’iniziativa singola;

adottare e-HR: tecnologia e persone devono dialogare costantemente per generare valore;

sperimentazione responsabile: prototipi e PoC permettono di valutare impatti reali prima dell’estensione dei modelli.

In conclusione, l’AI non è solo tecnologia: è una leva strategica per la trasformazione organizzativa, strettamente collegata alla people strategy. I professionisti IT devono evolvere da custodi della tecnologia a architetti dell’innovazione, guidando l’integrazione tra dati, processi e persone.

L’AI non è solo software: è una nuova modalità di fare impresa. IT e people strategy insieme sono la chiave per renderla operativa, sostenibile e generatrice di valore.
Chi saprà sviluppare mindset, competenze, sensibilità al business e collaborazione tra IT e HR trasformerà l’AI da tecnologia emergente a motore di crescita per l’azienda e le persone.

*Chi è l’autrice

Chief Transformation & People Officer Global | Driving Business Growth, Leadership & Organizational Change Leader & Transformation con oltre 30 anni di esperienza in contesti multinazionali complessi, Anna Illiano è specializzata in strategie di capitale umano, trasformazioni organizzative globali, M&A e sviluppo della leadership, comunicazione e IT, guidando programmi che allineano persone e business in contesti di cambiamento complesso. Oggi in un gruppo internazionale in forte crescita, dirige iniziative globali di trasformazione, cultura organizzativa e talent management, creando impatto tangibile sul business, migliorando performance, engagement e sostenibilità del capitale umano.

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