SD Worx supporta le aziende italiane nel diventare “Pay Transparency friendly”
La società principale fornitore europeo di HR & Payroll ha deciso di porsi come driver strategico nel dare supporto alle aziende italiane alle prese con l'allineamento delle proprie politiche retributive alla normativa italiana di recepimento della direttiva Ue 2023/970
La Pay Transparency diventerà presto realtà anche in Italia, come ha stabilito in via preliminare il decreto legislativo licenziato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 febbraio, in recepimento della Direttiva Ue 2023/970. Tra le misure previste, le aziende saranno tenute ad indicare la retribuzione negli annunci di lavoro e non potranno più richiedere lo storico salariale ai candidati. I dipendenti, a loro volta, avranno diritto di accedere ai criteri retributivi e ai livelli medi suddivisi per genere. Infine, non sarà più possibile che sia presente un divario non giustificato pari o superiore al 5% nelle retribuzioni di donne e uomini, pena l’introduzione di correttivi immediati da parte dei datori di lavoro. In questo scenario, si colloca la scelta di SD Worx, principale fornitore di servizi HR & Payroll in Europa, di porsi come possibile driver strategico accanto alle aziende che avranno bisogno di consulenza nella gestione dei mutamenti interni necessari per allinearsi alla normativa.

Dietro a una decisione del genere, c’è la riflessione che la stessa società di servizi HR & Payroll ha maturato analizzando in un’indagine il sentimento di forte insoddisfazione salariale e scarsa fiducia nell’equità retributiva nutrito dagli gli italiani.
Intitolata “HR & Payroll Pulse” e riferita all’anno 2025, la loro ricerca parla proprio di una metà circa di lavoratori italiani che si sente sottopagata, accanto alla presenza di circa un 40% che ritiene equa la propria retribuzione rispetto a colleghi con ruolo simile.
Quasi un dipendente su tre percepisce inoltre la presenza del gender pay gap nella propria organizzazione e solo il 31% crede che la propria azienda stia agendo per colmarlo (un dato inferiore alla media europea, pari al 40%. Secondo SD Worx, la presenza di dati del genere sarebbero sintomo di un elevato dubbio sui reali sforzi dei datori di lavoro per combattere le disparità salariali, sebbene il 50% dei datori di lavoro italiani abbia dichiarato di essersi già mobilitato per eliminare le disuguaglianze interne.
Il loro supporto ai datori di lavoro per ridurre il gap sopra descritto si svolgerà pertanto lungo quattro ambiti: analisi dello stato attuale e individuazione dei gap, consulenza giuslavoristica e presidio della conformità, revisione di policy e processi retributivi, strumenti di reporting e supporto alle decisioni per monitorare nel tempo il divario e valutarne l’impatto economico.
La normativa sulla Pay Transparency ci applicherà innanzitutto alle imprese pubbliche e private con almeno 100 dipendenti. Pur non essendo un obbligo esteso all’intero tessuto imprenditoriale, secondo SD Worx l’impatto calcolato sarà comunque significativo.
Se infatti è vero che le aziende italiane con le caratteristiche sopra dette rappresentano circa l’1% del totale, è pur vero che quelle aventi più di 250 dipendenti concentrano il 24% dell’occupazione privata. Proprio per queste ragioni, un numero relativamente ridotto di imprese sarà chiamato a sostenere un’ampia quota di adeguamenti, con effetti diretti su una porzione molto rilevante della forza lavoro.
Le aziende dovranno quindi attrezzarsi con sistemi in grado di raccogliere e analizzare in modo sistematico i dati retributivi, aggiornare i meccanismi di bonus e incentivazione, investire nella formazione delle risorse HR e instaurare un confronto strutturato con le rappresentanze sindacali. La trasparenza salariale non rappresenta insomma un semplice adempimento, bensì un percorso continuativo da gestire e aggiornare nel tempo.
Lo sottolinea in particolare Maurizio Soldi, Portfolio Manager di SD Worx Italy, in questo modo: «La Pay Transparency richiede alle aziende un salto di qualità nella gestione dei sistemi retributivi. Non basta raccogliere dati: servono criteri oggettivi, processi formalizzati e strumenti che rendano il sistema retributivo misurabile e governabile nel tempo. Per questo abbiamo sviluppato un modello integrato che permette alle imprese di trasformare la conformità in un processo chiaro, sostenibile e realmente utile alla gestione delle risorse interne».
Di qui la scelta di SD Worx Italy di supportare le aziende a fare diventare la compliance «un driver competitivo». A ribadirlo, è Chiara Valdata People Director di SD Worx Italy, che sottolinea come «l’allineamento tempestivo permetterà non solo di evitare sanzioni e criticità operative, ma anche di rafforzare attrattività, retention e fiducia interna. Un passaggio essenziale per un mercato del lavoro moderno, trasparente e orientato al valore. SD Worx continuerà ad accompagnare le imprese in questo percorso, trasformando un obbligo europeo in un vantaggio competitivo per il Paese».
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