Mettersi nei panni degli altri è possibile, anche al lavoro: a Interseals la MAW Ethical Cup
Oltre 30 i progetti presentati durante Ethical HR, la kermesse ideata da Team Different e il suo AD Lorenzo Tedeschi, che hanno preso parte al contest nato dalla collaborazione con la società sponsor MAW SpA, allo scopo di dare voce alle organizzazioni che traducono l’etica in azioni concrete, capaci di impattare realmente sulla collettività
Sono state oltre 30 le aziende che hanno partecipato alla MAW Ethical Cup, il premio nato dalla collaborazione degli organizzatori di Ethical HR con MAW SpA, allo scopo di dare voce alle organizzazioni che traducono l’etica in azioni concrete, capaci di impattare realmente sulla collettività. Il riconoscimento è andato a Interseals (Ar-Tex Group), salita sul palco della kermesse ideata da Team Different, che si è tenuta per la seconda edizione al WAO Romolo C30 di Milano lo scorso gennaio.

L’occasione ha permesso a manager, filosofi ed esperti di disegnare insieme un modello di organizzazione del lavoro fondato su dignità, benessere e coerenza valoriale, in cui la “sofferenza etica” e il burnout vengono contrastati da una rinnovata attenzione alla persona.
Particolarmente sentito è stato proprio il contest, animato dai progetti curati da organizzazioni, fondazioni e realtà imprenditoriali d’eccellenza. Ognuno di loro, racconta l’AD di Team Different Lorenzo Tedeschi, «ha offerto uno spaccato di un’Italia virtuosa, focalizzata su temi quali lo sviluppo dei territori, il welfare, il supporto alla genitorialità, la formazione e le pari opportunità».
Sul suo punto di vista concordano il CEO di MAW, Federico Vione, e la COO Mara Prandi, che durante Ethical HR hanno parlato di “responsabilità pedagogica” da parte delle aziende contemporanee, il che le obbliga in un certo senso ad «agire come comunità educanti».
Venendo al progetto vincitore della Ethical Cup, Interseals ha trionfato grazie al suo “Empathy Challenge”, che ha colpito la commissione di valutazione per la sua capacità di trasformare un concetto astratto come l’empatia in una pratica organizzativa tangibile. L’idea di fondo che lo ha ispirato è permettere alle persone di riconoscere le emozioni dei colleghi come fossero proprie, imparando a calarsi nelle realtà operative altrui per comprenderne punti di vista, pensieri e sentimenti.
Nello specifico, il progetto ha spinto le persone coinvolte a mettersi nelle scarpe dell’altro, scambiandosi ruoli e mansioni. Sotto la guida strategica del dipartimento HR e dei responsabili di area, è stato coinvolto attivamente il 10% del capitale umano di ogni area operativa, creando un ponte di comprensione reciproca tra i diversi reparti aziendali. Il premio è stato ritirato durante la kermesse da Alessia Valli e Francesca Pozzoni, considerati dagli organizzatori «due pilastri di Interseals che hanno saputo guidare questa trasformazione culturale».
In concreto, la società ha ricevuto strumenti esclusivi per consolidare il proprio percorso di innovazione sociale, consistenti in un corso avanzato sulle soft skills, offerto da Howay, più articoli dedicati sui media (compresa la rivista appena debuttata di Ethical HR), un’intervista nello studio del podcast partner e per finire una targa fisica spedita in sede e una targa digitale per celebrare il traguardo.
L’arrivederci alla terza edizione della kermesse è affidata allo stesso Lorenzo Tedeschi, che ha sottolineato come Team Different e tutti i partecipanti a Ethical HR 2026 si sentano pronti a una nuova cultura del lavoro: «La partecipazione di realtà come Fondazione Yunus, l’Istituto per i Valori d’Impresa (ISVI), Archivi Olivetti e altre ancora – considera l’AD di Team Different – dimostra che l’etica non è più un tema di nicchia. Il caso di Interseals è l’esempio lampante di come le organizzazioni del futuro saranno quelle capaci di integrare la vulnerabilità e l’ascolto nei propri processi, trasformando l’ufficio in uno spazio di rigenerazione umana. Ci vediamo presto, care aziende etiche!».
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