Le priorità dei lavoratori europei per il 2026? Più stipendio e meno stress
I risultati del sondaggio European Career Outlook 2026 fotografano le aspettative espresse da un campione di mille dipendenti full time provenienti da cinque paesi Ue, Italia compresa

Nel 2026 il lavoro, per gli europei, ha tre priorità nette: più stipendio, meno stress e un miglior equilibrio tra vita privata e professionale. Lo sostiene l’European Career Outlook 2026 de Il CV Perfetto, un sondaggio realizzato nell’ottobre 2025 su mille lavoratori a tempo pieno di Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Italia. Tra gli aspetti più rilevanti, la presenza di una forza lavoro sempre meno disposta a inseguire la carriera a qualunque costo e sempre più orientata a una crescita sostenibile, capace di tenere insieme stabilità economica e qualità della vita.
Il 53% del campione analizzato indica in particolare l’aumento della retribuzione come obiettivo principale, il 37% vuole ridurre lo stress e il 34% punta a un work-life balance più sostenibile. E mentre cresce l’attenzione al benessere, oltre due terzi dei lavoratori (67%) si dichiarano pronti a valutare un nuovo impiego.
La retribuzione resta quindi il primo driver, ma subito dopo compaiono fattori legati alla sfera personale: meno stress e maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata. La fotografia scattata dalla ricerca è insomma il segnale di una trasformazione culturale, in cui il successo professionale non coincide più automaticamente con ruoli più alti o responsabilità crescenti, se questi comportano un prezzo eccessivo in termini di salute mentale e tempo libero.
«Siamo di fronte a una ridefinizione delle priorità: la carriera conta ancora, ma non è più l’unico indicatore del successo», commenta Jasmine Escalera, esperta di carriera per Il CV Perfetto. «La volontà di crescere professionalmente c’è ancora in tutta Europa, ma non a danno del benessere personale. Retribuzione, equilibrio tra lavoro e vita privata e attenzione alla salute mentale sono oggi fattori chiave per valutare un impiego».
Tra gli altri obiettivi per il 2026, oltre al desiderio di acquisire nuove competenze, ci sono ancora ambizioni più tradizionali come promozioni, cambi di carriera radicali o avvio di un’attività in proprio, anche se restano molto più indietro.
Resta in ogni caso forte il desiderio di cambiamento: il 22% ritiene molto probabile cercare un nuovo lavoro nel 2026, il 25% probabile e il 20% abbastanza probabile. A spingere verso un nuovo impiego sono soprattutto motivazioni economiche e organizzative: stipendio più alto, migliore equilibrio tra vita privata e professionale, mansioni più interessanti e maggiore flessibilità, seguiti da prospettive di crescita e sfide più stimolanti. Elementi come la cultura aziendale o l’allineamento ai valori personali risultano meno determinanti, segno che in una fase percepita come incerta la sicurezza materiale resta centrale.
Relativamente al tema delle competenze, la maggior parte dei lavoratori prevede di investire nella formazione, con un’attenzione particolare a quelle di tipo digitale come intelligenza artificiale e programmazione e a quelle specifiche del proprio settore, senza trascurare capacità comunicative e di leadership. La ricerca riflette pertanto la crescita di consapevolezza nel dover restare competitivi in un mercato in rapida evoluzione, anche se una quota non trascurabile non ha in programma percorsi di aggiornamento.
Quando si parla di soddisfazione lavorativa, infine, le priorità tornano a essere molto chiare: stipendio più alto, orari flessibili e maggiore supporto al benessere e alla salute mentale sono gli elementi che inciderebbero di più, insieme alla possibilità di lavorare da remoto, a percorsi di carriera più chiari e a una gestione aziendale più efficace.
Nel complesso, l’European Career Outlook 2026 fotografa un’Europa del lavoro in cui la retribuzione resta centrale, ma non più isolata: flessibilità, qualità della vita e salute mentale stanno diventando criteri decisivi tanto quanto il salario, ridefinendo le aspettative dei lavoratori e le sfide per le aziende.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il Report completo.
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