Misurare benessere e felicità nel lavoro: arriva il BEF Index

Un nuovo indice sintetico traduce in dati comparabili le ricerche periodiche sulla popolazione attiva italiana. L’Associazione Ricerca Felicità, con Ipsos Doxa, punta a portare la felicità dentro le metriche del sistema Paese. I primi dati attesi per il prossimo marzo

Misurare la felicità nel lavoro non come percezione vaga, ma come dato leggibile, confrontabile e monitorabile nel tempo. È con questo obiettivo che nasce il BEF Index – Benessere e Felicità, il primo indice italiano pensato per restituire una fotografia strutturata del benessere della popolazione professionalmente attiva. A promuoverlo è l’Associazione Ricerca Felicità, che affida a Ipsos Doxa la costruzione dell’indicatore a partire dalle rilevazioni annuali del suo Osservatorio.
Il BEF Index rappresenta l’evoluzione naturale di un lavoro di indagine che l’Associazione Ricerca Felicità porta avanti da sei anni. Un passaggio che consente di trasformare una mole di dati in uno strumento sintetico che vuole diventare diventare riferimento per aziende, istituzioni e organizzazioni.

Elisabetta Dallavalle

«Poter avere un indice in grado di valutare la felicità e il benessere all’interno del mondo del lavoro era un nostro sogno, al sesto anno di misurazione possiamo finalmente dire di averlo raggiunto. Ci viene riconosciuta la scientificità dei nostri dati e ora puntiamo ad avere un impatto nel sistema Paese. La felicità non è un sentimento fugace ma, ci teniamo a ribadirlo, una meta-competenza scientificamente provata che può permettere, attraverso l’inclusività e le ricchezze dei singoli, un nuovo benessere organizzativo ma anche una crescita del nostro tessuto imprenditoriale a livello competitivo in Italia e nel mondo», racconta Elisabetta Dallavalle, presidente dell’Associazione Ricerca Felicità.

Il BEF Index si inserisce all’interno della sesta edizione dell’Osservatorio BenEssere Felicità, il progetto annuale nato dall’incontro tra Sandro Formica, Elga Corricelli ed Elisabetta Dallavalle. Anche quest’anno l’indagine analizzerà, tra gli altri aspetti, l’impatto del welfare aziendale sulla felicità e sul benessere dei lavoratori nelle aziende italiane.

Mariacristina Bertolini

Si riconferma inoltre la partnership tecnica con Day, Società Benefit attiva nei servizi alle imprese e alla persona, dai buoni pasto ai piani di welfare aziendale.
«Rinnoviamo il nostro supporto all’Associazione Ricerca Felicità perché ci permette di indagare e fotografare con autorevolezza quanto il Welfare incida sulla felicità e il benessere della popolazione attiva italiana. Non possiamo fermarci alle percezioni, servono dati e già le rilevazioni dell’anno scorso ci hanno fatto molto riflettere», dichiara Mariacristina Bertolini, Vice Presidente, Direttore Generale Day e Direttrice zona Euromed Upcoop. «Nel 2026 nascerà anche un indice rendendo ancora più oggettiva la misurazione e, al contempo, darà un valore di riferimento su cui organizzazioni, enti e aziende si dovranno confrontare per essere competitive. Questo porterà ad un livello nuovo il welfare e i servizi da proporre. Promuovere la consapevolezza che la felicità è una competenza oggettiva che si può raggiungere, ci permette di poter co-costruire i nostri servizi e dare gli strumenti per ottenerla e paragonarla al dato nazionale. È da sempre obiettivo primario di Day mettere le organizzazioni nelle condizioni di avere collaboratori soddisfatti e, perché no, felici».

Sul piano metodologico, l’indagine sarà condotta da Ipsos Doxa attraverso un questionario strutturato somministrato con tecnica CAWI a un campione di 1.000 lavoratori e lavoratrici residenti in Italia, di età compresa tra i 18 e i 74 anni. Il campione sarà rappresentativo per genere, fascia d’età, area geografica e ampiezza del comune di residenza. I risultati saranno rilasciati a marzo.

Eva Sacchi

I dati raccolti verranno successivamente ponderati per titolo di studio, tipologia contrattuale e professione, sulla base delle distribuzioni fornite da Istat, sotto la supervisione scientifica di Sandro Formica, direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità.
Al centro del progetto, la costruzione dell’indice come strumento di sintesi. «Siamo davvero entusiasti di partecipare a questo ambizioso progetto, che ci consente di offrire insights preziosi per il miglioramento del mondo del lavoro. La vera sfida oggi è semplificare la complessità di dati e informazioni, ed è qui che entra in gioco il BEF Index», spiega Eva Sacchi, Research Director di Ipsos Doxa Public Affairs. «Grazie a un’attenta struttura di sotto-indici calibrati con i principali indicatori di performance, il BEF Index riesce a tradurre in un linguaggio chiaro e immediato il benessere e la felicità nel mondo del lavoro. Inoltre, non solo offre misurazioni alla portata di tutti, ma garantisce anche una misurabilità nel tempo, permettendo alle organizzazioni di tracciare i progressi e di agire in modo mirato ed efficace sia nel presente che in ottica di futuro a medio e lungo termine».

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