Digitale, di qualità e concreto: il futuro della formazione aziendale secondo Cefriel

Per le cinquanta aziende inserite nella survey del Centro di innovazione digitale, il potenziamento delle competenze digitali in maniera omogenea è centrale per garantirsi un futuro prospero e sostenibile

Le imprese italiane più lungimiranti stanno già investendo in programmi strutturati, percorsi personalizzati e iniziative ad alto impatto per far crescere le capacità digitali interne. Lo ha messo in luce una recente survey di Cefriel, centro di innovazione digitale, che ha analizzato le priorità formative di 50 organizzazioni di diversi settori e dimensioni.

Tra le realtà già attive sulla formazione digitale, l’indagine ha citato BIP, che grazie al Master di II livello in AI & Data Engineering sviluppato con il Politecnico di Milano ha puntato su una formazione altamente applicativa per creare nuove figure professionali capaci di trasformare l’AI in valore di business. La survey di Cefriel parla poi di FiberCop, che ha scelto un percorso specialistico sulle reti di telecomunicazione, dimostrando quanto la formazione tecnica di lungo periodo sia determinante in un settore caratterizzato da rapida evoluzione tecnologica.

Inserita nell’elenco delle realtà più significative anche Sorgenia, che ha investito sulla data governance, adottando un approccio personalizzato che combina formazione e coaching operativo, permettendo con ciò ai team di sviluppare un linguaggio comune, chiarire ruoli e responsabilità e riconoscere il dato come asset strategico.

A sua volta, Banca Mediolanum ha creato una community interna di Digital & Change Agent, basata su una rete di ambassador formati per facilitare l’adozione delle tecnologie, accelerare la diffusione delle buone pratiche e guidare il cambiamento culturale.

La survey prosegue con il Gruppo Enercom, che ha sviluppato un percorso pluriennale diffuso su tutti i livelli aziendali, con lo scopo di costruire un mindset digitale maturo e preparare l’organizzazione a diventare sempre più data-driven.

Oltre alle case-history, la survey si è concentrata sull’approccio che le aziende che più investono in competenze digitali hanno in generale sui rischi connessi alla perdita di pensiero critico e in termini di sicurezza dei dati. L’indagine rivela quindi come oltre l’80% delle aziende consideri lo sviluppo dell’IA fondamentale, a patto di consolidare le basi digitali di tutte le persone nelle organizzazioni in maniera omogenea.

Per potenziare le competenze dei propri dipendenti, le aziende inserite nell’indagine dichiarano di prediligere un tipo di formazione che incrocia e-learning e microlearning, formazione in presenza e soluzioni ibride, con l’obiettivo generale di fornire alle persone un tipo di preparazione concreta e misurabile in termini di impatto.

Nonostante le difficoltà riscontrate, secondo la survey oltre due terzi delle aziende intervistate ha scelto di aumentare gli investimenti in formazione digitale nell’ultimo anno. Tra gli ostacoli affrontati, la mancanza di tempo, i cambiamenti organizzativi e la difficoltà di reperire contenuti adeguati.

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